Filippo Scroppo. Un artista tra pittura e critica

testi di Pino Mantovani, Maria Teresa Roberto e Ivana Mulatero
pagine: 140
formato: 21 x 28 cm
data di pubblicazione: gennaio 2005
illustrazioni: 64 col. e b/n
confezione: brossura
lingua: italiano
isbn 8877572078

 



€40,00

Il volume è pubblicato in occasione della mostra Filippo Scroppo. Un artista tra pittura e critica organizzata dall’Accademia Albertina, con il sostegno della Città di Torino e della Regione Piemonte e allestita presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino dal 1 dicembre 2004 al 30 gennaio 2005.
Questo volume intende ricordare alcuni tra i momenti più significativi del percorso artistico di Filippo Scroppo, sia attraverso le immagini dei suoi lavori, sia attraverso la testimonianza degli scritti autografi e dei saggi critici che approfondiscono non solo la conoscenza dell’artista ma anche la sua attività di critico e di curatore.
La documentazione fotografica del lavoro di Scroppo è suddivisa in sezioni cronologiche e tematiche: dagli esordi tra gli anni trenta e quaranta, passando attraverso la ricerca pittorica nel dopoguerra fino alle significative esperienze astratte degli anni cinquanta e sessanta.
“Nei dipinti realizzati tra il 1946 e il 1948 l’accostamento a Cézanne e a Matisse, riconoscibile già nelle tele di fine anni Trenta, lascia il posto a un più serrato confronto con la tradizione cubista. [...] Affacciandosi, senza varcarle, alle frontiere analitiche e autoriflessive della Nuova Pittura degli anni Settanta, egli ne è stato un interprete segreto, e nel titolo di un dipinto del 1978 – Infiorescenza mentale – ha forse voluto proporre una definizione poetica ma anche sottilmente ironica dei rovelli e delle sfide in cui la ricerca artistica si stava avventurando.” (Maria Teresa Roberto)
Il catalogo riproduce circa ottanta opere esposte nella mostra torinese e si avvale dei testi critici di Pino Mantovani, Maria Teresa Roberto e un’ampia antologia curata da Ivana Multaro.
“La pittura, le arti in genere, esprimono ciò che abbiamo dentro, nell’anima: le nostre paure, le convinzioni, i sogni [...]. Naturalmente l’artista deve esprimere se stesso, senza farsi condizionare dai giudizi altrui e dalle richieste del pubblico: solo così l’arte è pura. [...] Comunque, anche se il sentiero dell’arte come ricerca individuale è per forza un fatto privato, personale, non sono mai stato egoista...” (Filippo Scroppo).