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pubblicazioni
  • Tutto ciò che resta

    postfazione di Dario Voltolini
    pagine: 88
    formato: 12 x 18 cm
    data di pubblicazione: febbraio 2024
    confezione: brossura
    lingua: italiano

    isbn 9788877572950



    €12,00

    Si può dire che la lingua madre di Margherita Loy sia direttamente l’italiano letterario. In questi tre nuovi racconti gli elementi portanti sono la possibilità della scrittura di essere semplice ma di aprire improvvise complessità, il gioco dei richiami tra il passato e il presente, la tensione tra la scena narrata e quella vista che si liquefà nel vissuto della parola, la rarefazione che è evocata con termini nitidi e precisi, i riverberi di infinite letture abitate da sempre, refoli bassaniani, il pensiero che gioca con le parole. E soprattutto la presenza dell’oggetto emblematico che catalizza verso sé le storie perdute e ne rende disponibile la narrazione.
    Abbiamo tre gioielli in questa raccolta. Ciascuno racchiude un mondo, conserva relazioni e affetti, vite irripetibili. Ma la loro essenza di gioielli riverbera su mondi, relazioni, affetti e vite il pregio del valore delle loro pietre, dell’oro, delle perle.
    Margherita Loy è una narratrice che nutre un personale rispetto nei confronti delle storie che racconta. Questo è un dato caratteriale che permea la sua prosa e la impreziosisce, sebbene la scrittrice mantenga con cura affilato il rasoio e appuntito il bulino al cospetto dei dolori e delle sofferenze.

     

    Margherita Loy è nata a Roma nel 1959 e da molti anni vive nella campagna lucchese. Ha condotto programmi sui libri per l’emittente Videomusic, programmi culturali su Rai Radio Tre, tradotto libri per Astrolabio-Ubaldini Editore e pubblicato racconti sulla rivista “Paragone Letteratura” e nell’antologia Parole apparecchiate (2011) edita da Trasciatti Editore. Ha inventato libri d’arte per bambini per Gallucci Editore: La cameretta di van Gogh (2015, 2023); Magritte. Questo non è un libro (2021); Pop al pomodoro (2021). Per Zona Franca Edizioni ha pubblicato la raccolta di racconti V.O.L.A., Vino, olio, latte e acqua (2013), per Atlantide Edizioni i romanzi Una storia ungherese (2018), La dinastia dei dolori (2020) e Dio a me ha dato la collina (2022), mentre per l’editore Barta è uscito nel 2023 il romanzo Delia o mattino di giugno. Attualmente tiene un blog di letteratura e arte su “Il Fatto Quotidiano”.

  • Camere oscure

    postfazione di Dario Voltolini
    pagine: 88
    formato: 12 x 18 cm
    data di pubblicazione: febbraio 2024
    confezione: brossura
    lingua: italiano

    isbn 9788877573070



    €12,00

    “La casa”, scrive Ernesto Aloia citando Gaston Bachelard, “è uno dei più potenti elementi di integrazione per i pensieri, i ricordi e i sogni dell’uomo”. La casa è quella di famiglia, costruita in pietra nel 1930, una casa di paese. La famiglia si ramifica verso il passato perdendo via via nitidezza, sfumando “nella grande dimenticanza”. L’alta scrittura di Aloia si muove tra le camere oscure della casa e della vita delle persone porgendo al lettore una fluida serie di immagini che si muovono come una danzatrice sul filo in un esercizio di equilibrismo accortissimo. L’esito di una tale unicità di tocco è una scrittura tanto potentemente evocativa quanto apparentemente scabra.

    Narratore disincantato, profondamente nutrito di grande letteratura, gentile per classe e non per timidezza, Ernesto Aloia imbastisce un ambiente incantato e lo fa con la concretezza delle pietre, ci porge un oggetto vaporoso di fantasmi e lo fa con uno sguardo acutissimo, ci invita a un concerto lussureggiante e lo fa in sordina.

     

    Ernesto Aloia è uno scrittore torinese nato nel 1965. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte Chi si ricorda di Peter Szoke? (2003) e Sacra Fame dell’Oro (2006) a cui sono seguiti i romanzi I compagni del fuoco (Rizzoli, 2007), Paesaggio con incendio (minimum fax, 2011) e La vita riflessa (Bompiani, 2018).

  • Francesco Lo Savio. Colore Luce Spazio

    I Mostri Saggi

    prefazione di Maria Passaro

    pagine: 176
    formato: 16 x 22,5 cm
    data di pubblicazione: gennaio 2024
    confezione: brossura
    lingua: italiano

    isbn 9788877573087



    €18,00

    Siamo a Roma, alla fine degli anni ’50, quando la scena artistica italiana è in grande fermento. Uno dei protagonisti del dibattito sul rinnovamento delle arti è il pittore Francesco Lo Savio, tra le personalità più problematiche dell’avanguardia post-informale italiana.
    Lo Savio è partecipe della rivoluzione, non solo italiana ma internazionale, di una generazione di giovani artisti che vogliono distaccarsi dalla precedente cultura informale per approdare a un nuovo meccanismo di costruzione dell’opera d’arte, incentrato sulle qualità insite alla pittura stessa.
    Nel panorama della letteratura critica si sentiva la mancanza di una visione più dettagliata e organica del suo operato. Il complesso lavoro di Angelo Di Modica costituisce un contributo rilevante per ricostruire a pieno la difficile e significativa storia artistica e umana di Francesco Lo Savio. Indaga l’intero percorso dell’artista in tutti i suoi passaggi fondamentali e ne restituisce un’immagine il più possibile definita. Ne misura le ragioni e le circostanze dell’arte, gettando nuova luce su momenti della sua ricerca non ancora sufficientemente indagati e allo stesso tempo ritrovando tematiche e personaggi che hanno fatto il racconto del secolo scorso.

     

    Angelo Di Modica è dottore di ricerca in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico-artistica (2022) e borsista presso il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno. Storico dell’arte, ha pubblicato saggi e contributi sulle esperienze artistiche italiane del Novecento con particolare attenzione alla scena romana tra la fine degli anni Cinquanta e gli inizi degli anni Sessanta.

  • Borsa in tela hopefulmonster

    Shopper

    misure: 40,5 x 37 cm
    lunghezza tracolla: 32 cm
    colore: arancione
    modello: hopefulmonster



    €4,00

    Shopper ufficiale della casa editrice hopefulmonster editore di Torino.

    Borsa con manici lunghi in cotone 140 grammi: grande capacità interna con tessuto confortevole, texture color arancione, confortevole al tatto e facile da lavare.

     

  • Ritratto dell'autore da giovane statua

    Pennisole

    postfazione di Dario Voltolini
    pagine: 80
    formato: 12 x 18 cm
    data di pubblicazione: ottobre 2023
    confezione: brossura
    lingua: italiano

    isbn 9788877573049



    €12,00

    Gravitano attorno alla produzione maggiore di Andrea Canobbio, il cui esito maggiore è stato il monumentale “La traversata notturna” (La nave di Teseo, 2022), vari satelliti: testi brevi, apparentemente semplici, che toccano con delicatezza punti autobiografici, aspetti del carattere dell’autore medesimo. Questo “Ritratto” ne fa parte. La scrittura di Canobbio è probabilmente la più nitida e trasparente fra quelle nella nostra lingua e questa caratteristica tanto elegante quanto schiva talvolta evidenzia, talaltra cela, una complessità di composizione che è sempre ferrea e straordinariamente articolata. Il “Ritratto”, sotto la dichiarata valenza autobiografica, è soprattutto un gioco di nascondimento e di scoperta condotto a più livelli: l’autore commenta un proprio diario scritto nella giovinezza (squisita la gestione della distanza e della vicinanza), demolendolo, ricostruendolo, frammentandolo e ricomponendolo. In questa operazione Canobbio ci conduce all’interno della sua raffinata officina di scrittura e ci mostra alcuni dei suoi utensili: l’immagine, la fotografia, il ricordo, il puzzle, la cassetta di strumenti di precisione da applicare alla confusione del caos. Questo satellite autobiografico (non solamente “auto” e anche “bio/grafico”) è definibile come “perla”.

     

    Andrea Canobbio nasce nel 1962 a Torino, dove vive e lavora nel campo dell'editoria. I suoi libri sono: la raccolta di racconti Vasi cinesi (Einaudi, 1989), con cui ha vinto il premio Grinzane opera prima e il premio Mondello opera prima; i romanzi Traslochi (Einaudi, 1992), Padri di padri (Einaudi, 1997), Indivisibili (Rizzoli, 2000), finalista premio Strega, Il naturale disordine delle cose (Einaudi, 2004), premio Brancati, e Tre anni luce (Feltrinelli, 2013), premio Mondello opera italiana; e infine i due brevi testi autobiografici Presentimento (Nottetempo, 2007) e Mostrarsi (Nottetempo, 2011). Nel 2022 ha pubblicato il libro La traversata notturna (La nave di Teseo), finalista premio Strega 2023.

  • Brasilampi

    Pennisole

    postfazione di Dario Voltolini
    pagine: 152
    formato: 12 x 18 cm
    data di pubblicazione: ottobre 2023
    confezione: brossura
    lingua: italiano

    isbn 9788877573032



    €12,00

    La scrittura di Marta Cai è difficilmente inquadrabile: si può solo rimanere spiazzati di fronte alle novità di stile, di pensiero, di impostazione, di relazione tra la parola e il senso che ne scaturisce. L’inusuale mescolanza di intelligenza e sensorialità, il rispecchiamento tra andamento sintattico e gestualità percettiva di questa autrice trasferitasi da poco dall’Italia in Brasile ci regala questi “Brasilampi”, testi che ricordano le cosiddette “cronache”, brevi componimenti senza genere, epifanie del quotidiano o riflessioni sui massimi sistemi dove tutto è permesso tranne l’ovvio, solidamente presenti nella letteratura brasiliana ma non così codificati in Europa. Marta Cai (scrittrice “psicogeografica” e “situata”) non ci racconta il Brasile, non lo costringe in categorie, in descrizioni, in interpretazioni, ma al contrario e con assoluto rispetto se ne fa permeare. Raggiunge così uno spazio affascinante, tanto geografico quanto interiore. Entra (e noi con lei) in una radura ancestrale: quella della non comprensione, dell’impatto preverbale con l’esistente. Registra al suo cospetto, come un sismografo sensibilissimo, le proprie native illuminazioni, come se fossero lallazioni (mentre invece sono vertiginose acrobazie lessicali e sintattiche). Così dal Brasile lampeggiano lampi inaspettati, allestiti con perizia in una struttura nascosta, ma potente, circolare, onnipresente. Non possiamo chiamarli “racconti”, sebbene siano popolati di personaggi colti in momenti peculiari; non possiamo chiamarli “capitoli di un romanzo”, sebbene l’autrice li componga in un arco narrativo unitario; non possiamo chiamarli “schizzi”, sebbene la scrittrice proceda anche qui, come nelle sue opere precedenti (“Enti di ragione”, SuiGeneris, 2019 e “Centomilioni”, Einaudi, 2023), con rapidi angoli, inattese divaricazioni, imprevedibili carotaggi nel profondo. Possiamo chiamarli “Brasilampi”, e così faremo.

     

    Marta Cai è nata a Canelli nel 1980 e vive da qualche anno a Curitiba, in Brasile. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su riviste («inutile», «il Reportage»), in antologie (Ti racconto una canzone, Arcana 2022; Overlook loop, Collana Trema Edizioni Arcoiris 2023; Splendere ai margini, Oligo Editore 2023) e nel 2019 nella raccolta Enti di ragione (Edizioni SuiGeneris). Per Einaudi ha pubblicato Centomilioni (2023), finalista premio Campiello, e per Tetra Edizioni Tipopsicanalisi (2023).