scritti d'artista
  • Marisa e Mario Merz

    con testi di Marisa e Mario Merz

    pagine: 32
    formato: 23 X 27 cm
    data di pubblicazione: maggio 2021
    lingua: Italiano/Inglese
    confezione: brossura punto Omega
    ISBN: 9788877572868



    €7,50

    In occasione della mostra Marisa e Mario Merz. La punta della matita può eseguire un sorpasso di coscienza, a cura di Mariano Boggia, (dal 27 aprile 2021 al 31 dicembre 2021), è stata pubblicata la documentazione fotografica che riproduce l’allestimento alla Fondazione Merz.
    Per la prima volta negli spazi della Fondazione il lavoro di Marisa e Mario si incontra in un percorso unitario, quasi a ricreare la dimensione dialogica, lo scambio intenso e profondo sulle reciproche pratiche che sempre esercitarono, mantenendo punti di vista individuali.
    Rare sono state le esposizioni dedicate esclusivamente all’arte di Marisa e Mario insieme.

    Le loro opere manifestano modalità espressive diverse, ma strettamente collegate e interagenti, come strettamente uniti e inseparabili sono sempre stati i due artisti: insieme hanno lavorato negli spazi dello studio e della casa, insieme si sono mossi nel mondo esercitando ciascuno sull’altro stimoli, incoraggiamento e protezione.
    In questa vicinanza si è svolta la loro attività individuale, sostenuta da una medesima energia in una continuità di creazione artistica che ha modificato la stessa natura del tempo.
    Un tempo presente infinito è la dimensione in cui Marisa si è dedicata allo studio della struttura della figura femminile con il disegno, la pittura, la scultura.
    In un tempo presente infinito Mario ha riproposto il suo igloo attraverso l’uso di materiali sempre diversi così come ha arricchito la sua reinventata natura con la creazione di disegni che appaiono come tavole di anatomia, atlanti di zoologia, erbari giganti…
    Anche lo spazio viene reinventato, la casa-studio non è diversa dal museo: in questa mostra una fitta trama di opere, per la gran parte mai prima esposte, sono immerse in un continuo dialogo e occupano un ambiente segnato dal neon dei numeri di Fibonacci, in una vertigine che ripropone la domanda di Mario se lo spazio sia curvo o diritto.
    La punta della matita, cioè la pratica artistica ha permesso a Marisa e a Mario “un sorpasso di coscienza”, la creazione di un’arte che è meraviglia e che supera ogni definizione estetica, politica, sociologica, semantica…
    Arte che è l’espressione del loro profondissimo pensiero di libertà.

  • Mario Merz. Sitin

    con testi scelti di Mario Merz
    pagine: 24
    formato: 23 x 27 cm
    data di pubblicazione: luglio 2018
    confezione: brossura punto Omega
    lingua: italiano/inglese
    isbn 9788877572721

     

     



    €5,00

    Il catalogo documenta la mostra Mario Merz. Sitin, allestita alla Fondazione Merz dal 7 giugno al 16 settembre 2018 e ne raccoglie gli scritti dell’artista. Diventa così un racconto tra lo storico, il politico e il poetico, una narrazione che parte dalle parole stesse di Mario Merz, passando attraverso alcune tra le opere più importanti realizzate tra il 1966 e il 1973. Nel cinquantenario dei movimenti di contestazione del ’68, la mostra fornisce uno spunto di riflessione intorno ad un periodo ricco di fermenti creativi, che ha innescato nuovi processi di trasformazione e rinnovato la visione del futuro, che l’artista ha vissuto da protagonista insieme a molti suoi compagni di strada, con l’intento di ridefinire i canoni culturali e ideologici. Un cambiamento che ha coinvolto tutte le arti e ha visto coesistere movimenti così significativi come il minimalismo, l’Arte povera, la Land art e il concettuale, mettendo a confronto e di pari passo l’arte emergente statunitense con quella europea. Si crea così un nuovo modello esistenziale e una nuova sensibilità: si infrange lo spazio, l’oggetto, un controllo costante e diretto in ogni momento, un passaggio dell’arte nella vita.

  • Kazimir Malevič

    Non si sa a chi appartenga il colore. Scritti teorico-filosofici

    a cura e traduzione di Nadia Caprioglio
    introduzione di Jean-Claude Marcadé
    pagine: 200
    formato: 16,5 x 24 cm
    data di pubblicazione: febbraio 2010
    confezione: brossura
    lingua: italiano
    isbn 9788877572455



    €30,00

    La storia dell’arte russa fra il 1919 e il 1930 offre numerosi esempi di collaborazione fra i pittori e gli scrittori che venivano a trovarsi a stretto contatto nei gruppi d’avanguardia. Anche Malevič, da parte sua, ritenendo i mezzi pittorici insufficienti a rispondere alle esigenze più precise di un nuovo discorso logico, nell’estate del 1919 abbandona temporaneamente la pittura per passare alla creazione di testi teorici. Rifiutando “l’imperfezione del pennello arruffato” a favore della “sottigliezza della penna”, Malevič varca il confine che separa il pittore dal filosofo. Non scriverà sul Suprematismo, ma scriverà da suprematista, traendo le conseguenze extra-pittoriche del nuovo significato da lui attribuito alla pittura.

     

    Jean-Claude Marcadé, direttore di ricerca emerito presso il C.N.R.S Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi, è curatore e commissario scientifico di numerose mostre tra cui la mostra monografica dedicata a Malevič presso il Musée des Beaux-Arts di Bilbao nel 2006.

     

    Nadia Caprioglio, laureata presso l'Università degli Studi di Torino in Lingua e Letteratura russa, ha seguito il corso di dottorato di ricerca in Letterature Slave Comparate presso l'Università degli Studi di Milano e compiuto soggiorni di studio presso l'Istituto di Lingua e Letteratura russa A. Pushkin di Mosca, l'Università Lomosov di Mosca, l'Université Libre di Bruxelles e la University of Nebraska di Omaha. Ricercatrice presso l'Università degli Studi di Torino dal 1992, a partire dall'A.A. 1996-'97 occupa in affidamento la cattedra di Letteratura Russa Contemporanea presso la Facoltà di Scienze della Formazione dove tiene corsi dedicati alla poesia del '900 e seminari propedeutici sulla versificazione russa.

  • Marzia Migliora

    Ink on paper

    pagine: 144
    formato: 19 x 20 cm
    data di pubblicazione: 2009
    immagini: 138
    confezione: cartonato
    isbn 9788877572417



    €30,00

    Il libro d’artista raccoglie 138 disegni realizzati da Marzia Migliora tra il 2006 e il 2008.

    Il titolo Ink on paper determina in modo incisivo il contenuto del volume, in cui la scelta cromatica ristretta a due colori a china, rosso e nero, determina il filo conduttore che accompagna in un viaggio per immagini senza l’ausilio della parola scritta. Il libro non contiene apparati critici né testi, una scelta atta ad evidenziare la libertà espressiva ed evocativa proprie del linguaggio del disegno. La sequenza di disegni traccia un filo narrativo che si compone agli occhi di chi guarda senza imporne una lettura precostituita. Il libro si divide in sei progetti cadenzati da una pagina bianca, una pausa, un respiro per condurre lo sguardo in un altro luogo. I soggetti rappresentati si muovono dal bosco all’alto mare, dagli interni domestici a spazi in cui un contorno indefinito vede i protagonisti galleggiare nel bianco della carta, il vuoto. Anch’esso prende forma diventando spazio fisico consistente: un luogo.

    Disegnare per Marzia Migliora è un atto di scoperta, il foglio bianco una condizione di esistenza, l’area in cui far nascere una situazione e farla diventare consapevole.

  • Gino De Dominicis alla Fondazione Merz

    fondazione merz i quaderni.3
    con uno scritto inedito di Mario Merz
    pagine: 48
    formato: 15 x 21 cm
    data di pubblicazione: maggio 2009
    immagini: 42 col.
    confezione: brossura
    lingua: italiano/inglese
    isbn 9788877572394



    €10,00

    La terza uscita della collana "fondazione merz i quaderni", che promette di aggiornare il pubblico su tutte le attività promosse dall'istituto torinese è pubblicata per documentare la grande mostra dedicata a Gino De Dominicis allestita alla Fondazione Merz.

    Ogni numero prende spunto da un evento di particolare rilievo – che si propone di documentare per immagini meglio e più dell'eventuale catalogo – per ricostruire l'intera stagione della quale ha fatto parte, testimoniando le trame sottili lungo le quali si muovono le cose dell'arte. Trame che riecheggiano un dialogo ininterrotto con Mario Merz, con le sue opere conservate e presentate dalla fondazione e con i suoi scritti, di cui ogni uscita dei quaderni presenta una scelta inedita. Completano ogni quaderno una sezione di Apparati critici, con gli elenchi delle opere esposte, e una Cronologia in tavole sinottiche del complesso itinerario – denso di spettacoli, letture, attività didattiche, convegni – immaginato dal comitato scientifico che, accanto alla presidente Beatrice Merz, con Richard Flood (The New Museum, New York), Dieter Schwarz (Kunstmuseum, Winthertur) e Vicente Todolí (Tate Modern, Londra).

  • Sol Lewitt

    fondazione merz i quaderni.1

    testi di Sol Lewitt e Mario Merz
    pagine: 72
    formato: 15 x 21 cm
    data di pubblicazione: gennaio 2009
    immagini: 42 col.
    confezione: brossura
    lingua: italiano
    isbn 9788877572370



    €15,00

    La Fondazione Merz festeggia il quarto compleanno dando alle stampe i quaderni, una collana editoriale composta da agili volumetti dedicati a tutte le attività promosse dall'istituto torinese.
    La prima uscita è dedicata a Sol Lewitt, grande artista americano, esponente del minimalismo e dell'arte concettuale, famoso in tutto il mondo per i suoi Wall Paintings (pitture murali). Trame che riecheggiano un dialogo ininterrotto con Mario Merz, con le sue opere conservate e presentate dalla fondazione e con i suoi scritti, di cui ogni uscita de i quaderni presenta una scelta inedita. Completano ogni quaderno una sezione di Apparati critici, con gli elenchi delle opere esposte, e una Cronologia che restituisce in tavole sinottiche il complesso itinerario – denso di spettacoli, letture, attività didattiche, convegni – immaginato dal comitato scientifico che, accanto alla presidente Beatrice Merz, vede schierati Richard Flood (The New Museum, New York), Dieter Schwarz (Kunstmuseum, Winthertur) e Vicente Todolí (Tate Modern, Londra).