Collane
  • Anteprima
    Bill Clinton Anim

    Vite a pezzi

    postfazione di Dario Voltolini
    pagine: 152
    formato: 12 x 18 cm
    data di pubblicazione: novembre 2026
    confezione: brossura
    lingua: italiano

    isbn: 9788877573438



    €12,00

    Pezzi brevi che hanno sentori di aforismi, risonanze di limerick, suoni di bozzetti, snodi di battute one-liner, aromi di ricordi, sapori di ritratti, echi dell’assurdo… Lo sguardo sul mondo e sulla vita di Bill Clinton Anim è una continua sorpresa per chi legge, poiché il primo a essere sorpreso dal mondo è proprio l’autore. Con gentilezza, acume, spavalderia, rispetto e intelligenza scorrono sulla pagina questi squisiti pezzi di vita di un autore alla sua prima opera pubblicata, il quale però non è certo un esordiente (categoria che per vari motivi esula dal progetto Pennisole). Come si spiega? Si spiega così: Bill Clinton il suo esordio già l’ha fatto nella nostra collana, però in qualità di personaggio e non di autore, nel mirabile Il mio amico Bill Clinton di Ugo Cornia (Pennisola n. 16). Non si può resistere al gioco un po’ magico di sentire in diretta la voce reale di un personaggio che finora era solo di finzione. Soprattutto se tale voce è quella di un particolarissimo, imprevedibile talento.

     

    Bill Clinton Anim è nato in Ghana nel 2000. Dopo la maturità si è trasferito ad Amburgo per tre anni, oggi studia Lettere all’Università di Parma e lavora come libraio in una libreria in centro a Modena.

  • L’oculista del Rione T. Rapsodia irriverente sul capitolo 3 dell’Ulisse di James Joyce

    postfazione di Dario Voltolini
    pagine: 104
    formato: 12 x 18 cm
    data di pubblicazione: settembre 2026
    confezione: brossura
    lingua: italiano
    isbn: 9788877573407



    €12,00

    L’oculista del Rione T. è un testo che prende forma da una posizione marginale e insieme centrale: quella di chi registra, elenca, osserva ciò che normalmente resta ai bordi del racconto. Il rione non è solo un luogo fisico, ma un campo di forze in cui le vite si sfiorano, si accumulano, si stratificano come tracce. Il libro procede per frammenti, appunti, micro-episodi che restituiscono un paesaggio umano fatto di presenze intermittenti, di nomi, di gesti ripetuti e mai identici. La scrittura è asciutta, attentissima alle variazioni minime del reale, e costruisce un tempo dilatato, quasi sospeso, in cui il rione diventa una lente attraverso cui osservare il vivere comune. Più che raccontare una storia, L’oculista del Rione T. mette in scena un modo di stare nel mondo: un’attenzione ostinata per ciò che non fa notizia, per ciò che non si impone. Il testo può interessare lettori attratti da forme narrative ibride, tra narrazione e taccuino, e da una letteratura che lavora sulla durata, sulla memoria e sulla responsabilità dello sguardo.

     

    Luigia Bencivenga nasce a Napoli e cresce a Castello di Cisterna, per poi trasferirsi a Bologna. È laureata al Conservatorio in pianoforte e al DAMS con una tesi sulle sottoculture spettacolari napoletane. Nel 2023 è finalista con menzione speciale al Premio Italo Calvino e nel 2024 pubblica 'O Cane con la casa editrice Italo Svevo. Autrice di racconti, corti teatrali, radiodrammi, suona la fisarmonica e canta solo in lingua napoletana.

  • La ragazza polacca

    postfazione di Dario Voltolini
    pagine: 80
    formato: 12 x 18 cm
    data di pubblicazione: settembre 2026
    confezione: brossura
    lingua: italiano
    isbn: 9788877573414



    €12,00

    La ragazza polacca è un racconto di prossimità e di scarto, costruito attorno a una figura che resta in parte opaca e proprio per questo attiva il movimento del testo. La protagonista non è tanto un personaggio da decifrare quanto un punto di attrazione: una presenza che mette in moto sguardi, ipotesi, fraintendimenti. Intorno a lei si addensano gesti minimi, relazioni laterali, dettagli apparentemente neutri che, accumulandosi, producono una tensione sottile ma costante. La scrittura procede per avvicinamenti successivi, evitando spiegazioni e psicologie esplicite. Ciò che conta non è il “chi è” la ragazza, ma ciò che la sua esistenza provoca nello spazio che attraversa: una variazione nella percezione del quotidiano, una lieve incrinatura nelle abitudini, un’attenzione che si sposta. Il racconto lavora sul confine tra visibile e invisibile, tra ciò che si dice e ciò che resta trattenuto, affidandosi a una lingua precisa, sorvegliata, capace di sostenere il non detto.

     

    Pier Paolo Di Mino, nato a Roma, è scrittore, sceneggiatore e docente di tecniche narrative per i corsi di illustrazione di IDEA Academy. Tra le sue opere ricordiamo Il re operaio (La Scimmia Edizioni, 2003), Visiorama (La Scimmia Edizioni, 2004, pubblicato con lo pseudonimo di Ananda Sunya) e del racconto in versi Storia Aurea (Edilet, 2010). Insieme a Massimiliano Di Mino ha pubblicato il romanzo Fiume di tenebra (Castelvecchi, 2010), Il libretto rosso di Garibaldi e Il libretto rosso di Pertini (entrambi pubblicati da Purple Press, 2010 e 2011). Coautore della sceneggiatura del film Fine pena mai (2007), ha collaborato con la Fox tra il 2007 e il 2008. È fra gli ideatori e direttori del Flep! (Festival delle Letterature Popolari). Da anni lavora al progetto artistico-letterario Il libro azzurro, parte del romanzo in divenire Lo splendore (Laurana, 2024).

  • Anteprima
    Pino Bruno

    Città visibili

    prefazione di Björn Larsson

    pagine: 352
    formato: 16 x 22,5 cm
    data di pubblicazione: novembre 2026
    confezione: brossura
    lingua: italiano

    isbn: 9788877573445



    €20,00

    Esistono città che hanno smesso di promettere e hanno cominciato a fare. Quindici città medie e grandi — da Aarhus a Varsavia, da Barcellona a Stavanger — dimostrano che una gestione urbana efficace, sobria e inclusiva non è un’utopia, ma una realtà documentabile. In questo saggio si racconta come funzionano queste città senza retorica e propaganda, attraverso dati verificabili, progetti operativi e testimonianze concrete. Scritto senza gergo settoriale, il volume è leggibile sia dagli addetti ai lavori sia dai cittadini interessati, offrendo esempi vicini dal punto di vista geografico, climatico e amministrativo. Non sono né fantasie né progetti visionari, sono interventi già operativi, spesso a costi contenuti, replicabili in contesti simili. Non vengono celebrate le città ricche, ma quelle che hanno scelto priorità chiare e le hanno perseguite con continuità. Un libro utile, documentato, narrativo, europeo, che parla a chi amministra, a chi progetta, a chi insegna e a chi abita.

     

    Pino Bruno è giornalista e scrittore. È stato redattore dell’ANSA, inviato di guerra per la RAI in Iraq, Somalia e nei Balcani, vicecaporedattore della TGR e per Rai Tre ha ideato e curato le rubriche Levante ed Est-Ovest. Si occupa di innovazione tecnologica, società digitale e modelli urbani. Vive tra Bari e Copenaghen, dove approfondisce i temi del funzionamento urbano e della qualità delle infrastrutture collettive. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Le parole della Rete (Mondadori Informatica, 2001), Il cittadino digitale (Mondadori Informatica, 2002), Mouse? No grazie (con Marco De Salvo, Mondadori Informatica, 2004) e Dolce Stil Web (Sperling & Kupfer, 2009).

  • Anteprima

    Echos n.3

    Echos

    a cura di Sergio Ariotti

    pagine: 60
    formato: 15 x 21 cm
    data di pubblicazione: ottobre 2026
    confezione: brossura
    lingue: italiano
    isbn: 9788877573421



    €12,00

    Motus <> Botto&Bruno

     

    Replicando la formula del primo numero di Echos che proponeva un confronto tra due artisti, Romeo Castellucci e Alfredo Jaar, teatro e arte contemporanea, questo terzo numero accosta Motus e Botto&Bruno. Entrambi sono una coppia nella professione e nella vita, Daniela Nicolò con Enrico Casagrande da un lato, fondatori appunto di Motus, una delle più importanti e impegnate realtà della sperimentazione teatrale italiana e internazionale; Roberta Bruno e Gianfranco Botto, ammirato binomio artistico dalla straordinaria carriera.

    Molti tratti comuni possono essere evidenziati nel rispettivo percorso. Le lezioni all’Accademia, gli esordi, spettacoli e mostre con motivi di ispirazione simili, la Biennale di Venezia, le presenze in mezzo mondo. Ma sono sorprendenti anche la vocazione per il racconto delle periferie urbane, l’indagine sul mito, gli spunti pasoliniani. Sul piano del linguaggio non va dimenticato l’utilizzo da parte di entrambi del collage, della fotografia, del video. Qualche differenza, naturalmente, il lettore la potrà cercare, negli uni rispetto agli altri, quelle che completano una identità affascinante.

     

    Nel 1991 nasce Motus, compagnia nomade e indipendente, in costante movimento tra Paesi, momenti storici e discipline. Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, animati dalla necessità di confrontarsi con temi, conflitti e ferite dell’attualità, fondono scenicamente arte e impegno.

    Gianfranco Botto (1963) e Roberta Bruno (1966), in arte Botto & Bruno, vivono e lavorano a Torino. Sin dall’inizio della loro collaborazione, il duo artistico si è avvalso principalmente della macchina fotografica come mezzo d’investigazione, destrutturandola la fotografia attraverso l’uso del collage, delle imprimiture, del disegno. Nati e cresciuti entrambi in quartieri periferici, hanno trattato la marginalità come un tema culturale alla ricerca di nuove forme di vitalismo e poesia.

  • Borsa del 40º anniversario

    Borsa a soffietto

    misure: 42,8 x 38 cm
    lunghezza tracolla: 30 cm
    colore: ecru
    modello: Barricate di libri



    €15,00

    Shopper della casa editrice in occasione del 40º anniversario della sua fondazione, con il claim "Barricate di libri" sul fronte.

    La borsa a soffietto di 200 grammi è stata stampata per hopefulmonster editore dalla cooperativa sociale Extraliberi all'interno del carcere di Torino.

    Grande resistenza e capacità interna, texture color ecru, con tessuto confortevole al tatto e facile da lavare.