fondazione merz
  • Matthew Barney. Mitologie contemporanee

    testi di Matthew Barney, Arthur C. Danto, Gian Luca Favetto, Richard Flood, Olga Gambari
    pagine: 200
    formato: 14,5 x 21 cm
    data di pubblicazione: giugno 2009
    immagini: 80 col.
    confezione: cartonato
    lingua: italiano/inglese
    isbn 9788877572356



    €30,00

    Ci sono artisti che rimangono nella storia perché riescono a cogliere il respiro e l’identità del loro tempo. Matthew Barney è un prestigiatore che mescola verità e finzione. È l’Houdini dell’arte contemporanea. Dall’inizio degli anni Novanta ha codificato una nuova lingua, con cui ha scritto il proprio testo sacro sulla nostra società. Elaborando una propria personalissima mitologia visionaria, con una serie di celebri film, dalla saga in cinque puntate di Cremaster a quella in diciassette di Drawing Restraint, è diventato in un decennio un oggetto di culto internazionale. La sua figura si è fusa completamente con il mito che ha creato attorno a se stesso, come corpo e faccia, ancor prima che come mente, prestati ai molteplici personaggi interpretati nelle sue opere video. Il suo lavoro è partito dall’idea di “video arte” per poi accogliere e trasformare tutti gli altri linguaggi, dalla scultura al cinema, passando per il teatro, la moda, l’architettura, il design, la fotografia. Un atteggiamento di recupero e reimpasto produttivo su cui Barney fonda concettualmente anche la sostanza del lavoro, oltre che la forma e il metodo. Viviamo in una società che ricicla tutto, un continuo d’après che Barney fa suo: mescola porzioni di tutte le mitologie prodotte nella storia dell’umanità, da quelle più classiche e antiche alle più anomale e sconosciute, fino alle contemporanee e bizzarre. Ha dato vita a una nuova grande cosmogonia, onnivora e ibrida, un blend spurio di ready made culturali alti e bassi. Per questa capacità di raccontare la cifra del tempo in corso, Barney incarna l’artista ideale attorno a cui costruire un’esperienza e un racconto intitolati Mitologie contemporanee.

    Il volume è la testimonianza del progetto che l’artista ha realizzato a Torino e ne testimonia le differenti parti: la mostra alla Fondazione Merz (31 ottobre 2008 - 11 gennaio 2009), un workshop con gli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti, un convegno con il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Torino e una rassegna cinematografica coordinata dal Museo del Cinema.

  • Gino De Dominicis alla Fondazione Merz

    fondazione merz i quaderni.3
    con uno scritto inedito di Mario Merz
    pagine: 48
    formato: 15 x 21 cm
    data di pubblicazione: maggio 2009
    immagini: 42 col.
    confezione: brossura
    lingua: italiano/inglese
    isbn 9788877572394



    €10,00

    La terza uscita della collana fondazione merz i quaderni è pubblicata per documentare la grande mostra dedicata a Gino De Dominicis allestita alla Fondazione Merz .

    La collana è composta da agili volumetti che promettono di aggiornare il pubblico su tutte le attività promosse dall'istituto torinese. Ogni numero prende spunto da un evento di particolare rilievo – che si propone di documentare per immagini meglio e più dell'eventuale catalogo – per ricostruire l'intera stagione della quale ha fatto parte, testimoniando le trame sottili lungo le quali si muovono le cose dell'arte. Trame che riecheggiano un dialogo ininterrotto con Mario Merz, con le sue opere conservate e presentate dalla fondazione e con i suoi scritti, di cui ogni uscita de i quaderni presenta una scelta inedita. Completano ogni quaderno una sezione di Apparati critici, con gli elenchi delle opere esposte, e una Cronologia che restituisce in tavole sinottiche il complesso itinerario – denso di spettacoli, letture, attività didattiche, convegni – immaginato dal comitato scientifico che, accanto alla presidente Beatrice Merz, vede schierati Richard Flood (The New Museum, New York), Dieter Schwarz (Kunstmuseum, Winthertur) e Vicente Todolí (Tate Modern, Londra).

  • Sol Lewitt

    fondazione merz i quaderni.1

    testi di Sol Lewitt e Mario Merz
    pagine: 80
    formato: 15 x 21 cm
    data di pubblicazione: gennaio 2009
    immagini: 42 col.
    confezione: brossura
    lingua: italiano/inglese
    isbn 9788877572370

     

     

     



    €20,00

    La fondazione merz si accinge a festeggiare il quarto compleanno dando alle stampe i quaderni, una collana editoriale composta da agili volumetti che promettono di aggiornare il pubblico su tutte le attività promosse dall'istituto torinese. Ogni numero prende spunto da un evento di particolare rilievo – che si propone di documentare per immagini meglio e più dell'eventuale catalogo – per ricostruire l'intera stagione della quale ha fatto parte, testimoniando le trame sottili lungo le quali si muovono le cose dell'arte. Questa prima uscita è dedicata a Sol Lewitt, grande artista americano, esponente del minimalismo e dell'arte concettuale, famoso in tutto il mondo per i suoi Wall Paintings (pitture murali). Trame che riecheggiano un dialogo ininterrotto con Mario Merz, con le sue opere conservate e presentate dalla fondazione e con i suoi scritti, di cui ogni uscita de i quaderni presenta una scelta inedita. Completano ogni quaderno una sezione di Apparati critici, con gli elenchi delle opere esposte, e una Cronologia che restituisce in tavole sinottiche il complesso itinerario – denso di spettacoli, letture, attività didattiche, convegni – immaginato dal comitato scientifico che, accanto alla presidente Beatrice Merz, vede schierati Richard Flood (The New Museum, New York), Dieter Schwarz (Kunstmuseum, Winthertur) e Vicente Todolí (Tate Modern, Londra).
  • Mario Merz. Disegni

    fondazione merz i quaderni.2
    Testi di Mario Merz
    pagine: 80
    formato: 15 x 21 cm
    data di pubblicazione: gennaio 2009
    immagini: 42 col.
    confezione: brossura
    lingua: italiano/inglese
    isbn 978-8877572387



    €20,00

    La seconda uscita della collana fondazione merz i quaderni è dedicata alla grande mostra di Mario Merz, tenutasi lo scorso anno, che ha presentato al pubblico la più vasta selezione di disegni del grande maestro, alcuni dei quali completamente inediti. La collana è composta da agili volumetti che permettono di aggiornare il pubblico su tutte le attività promosse dall'istituto torinese. Ogni numero prende spunto da un evento di particolare rilievo – che si propone di documentare per immagini meglio e più dell'eventuale catalogo – per ricostruire l'intera stagione della quale ha fatto parte, testimoniando le trame sottili lungo le quali si muovono le cose dell'arte. Trame che riecheggiano un dialogo ininterrotto con Mario Merz, con le sue opere conservate e presentate dalla fondazione e con i suoi scritti, di cui ogni uscita de i quaderni presenta una scelta inedita. Completano ogni quaderno una sezione di Apparati critici, con gli elenchi delle opere esposte, e una Cronologia che restituisce in tavole sinottiche il complesso itinerario – denso di spettacoli, letture, attività didattiche, convegni – immaginato dal comitato scientifico che, accanto alla presidente Beatrice Merz, vede schierati Richard Flood (The New Museum, New York), Dieter Schwarz (Kunstmuseum, Winthertur) e Vicente Todolí (Tate Modern, Londra).
  • Lo spazio dell’uomo

    testi di Claudia Aravena, Guillermo Cifuentes, Ricardo Loebell, Guillermo Machuca, Justo Pastor Mellado, Bernardo Oyarzún, Alma Ruiz
    pagine: 168
    formato: 14,5 x 21 cm
    data di pubblicazione: marzo 2008
    immagini: 60
    confezione: cartonata
    lingua: italiano/spagnolo/inglese
    isbn: 9788877572240

     



    €25,00

    Il libro è pubblicato in occasione della mostra Lo spazio dell'uomo allestita alla Fondazione Merz (23 gennaio - 11 maggio 2008). La Fondazione Merz presenta, per la prima volta in Europa, il Museo de la Solidaridad Salvador Allende con una selezione di ventinove opere della loro collezione d’arte internazionale, per poi offrire uno sguardo sulla produzione artistica attuale, rappresentata dai lavori di sei giovani artisti cileni.

    Dipinti di Joan Miró, Roberto Matta e Frank Stella, sculture di Alexander Calder e Jorge Oteiza, collage di Victor Vasarely, serigrafie di Antoni Tàpies, fotografie di Arnulf Rainer e disegni di altri artisti di rilievo, dialogano con le installazioni di Claudia Aravena, Mónica Bengoa, Guillermo Cifuentes, Andrea Goic, Bernardo Oyarzún e Sebastián Preece, producendo un contrasto visivo che, se da un lato evidenzia l’inarrestabile e universale evoluzione del linguaggio dell’arte, dall’altro apre un dibattito sul ruolo dell’opera all’interno del contesto storico e sociale nel quale viene prodotta e rappresentata. Lo spazio dell’uomo intende volgere uno sguardo sulla scena artistica cilena e si articola su due piani temporali: si posa sulle tracce della storia di un tempo passato e apre le porte al tempo presente. "'Lo spazio dell’uomo' come spazio interiore, la percezione che si origina nella memoria dell’individuo: la ricostruzione di sentimenti, di sensazioni forti; la manipolazione di immagini, suoni, parole; il passaggio del tempo sugli oggetti, sulle identità sociali; la ricomposizione di un spazio privato attraverso lo spazio pubblico dell’opera… la memoria, l’intimità, il ricordo, la paura, la bellezza, la riconciliazione con il passato, ognuna di queste 'dimensioni' o parti di esse le ritroviamo nelle sei installazioni selezionate per questa 'singolare' mostra" (Beatrice Merz).

    Il libro raccoglie la documentazione fotografica della mostra, con i testi di Justo Pastor Mellado (curatore del Museo de la Solidaridad Salvador Allende) e una testimonianza scritta per ciascuno dei sei giovani artisti.

  • Mario Merz. Disegni

    testi di Lara Conte, Claire Gilman, Dieter Schwarz
    pagine: 340
    formato: 23 x 27 cm
    data di pubblicazione: aprile 2007
    illustrazioni: 350 col. e b/n
    confezione: brossura
    lingua: italiano/inglese
    isbn 9788877572172

     



    €50,00

    Sebbene le opere di Mario Merz siano presenti nelle collezioni dei più grandi musei, i suoi disegni hanno conosciuto una diffusione molto più limitata. L'artista li espose diverse volte, ma lo fece con grande riserbo custodendoli perlopiù gelosamente per sé. Tuttora sono pertanto molto meno noti dei suoi igloo, delle installazioni ambientali e dei dipinti su tela. Per Mario Merz il disegno è davvero il punto di partenza dell'opera: dopo la guerra il giovane artista iniziò col disegno dal vero e il disegnare accompagnò da vicino la sua pittura fino a tutti gli anni Sessanta senza mai abbandonarla; nei disegni egli formulò il proprio pensiero plastico. Rifiutando tutto ciò che è definitivo e considerando l'opera d'arte come un progetto aperto, Mario Merz trovò nel disegno il mezzo espressivo che più gli si confaceva. Il disegno non era unicamente un oggetto destinato alla presentazione pubblica, bensì uno strumento, affine alla scrittura, grazie al quale si possono leggere con precisione i processi di riflessione e lavoro. Stando a questa interpretazione Mario Merz si colloca a pieno diritto nella tradizione rinascimentale del disegno come concezione intellettuale. In una tale concezione si inserisce la serie numerica di Fibonacci che egli utilizzò ripetutamente e la cui progressione illustra l'espansione dei fenomeni naturali. Questa teoria del tutto appare in molteplice forma non solo nei disegni in senso stretto, ma anche nei collage e in lavori colorati di grande formato. Non sono solo la varietà e la ricchezza compositiva dei disegni, ma anche la loro presenza come ispirazione dimostrano l'eccellenza fattiva di Merz nel disegno. Per la prima volta dalla scomparsa dell'artista e dopo l'ampia panoramica offerta nel 2005 dal Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, dalla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e dalla Fondazione Merz a Torino, si rivede ed espone un ambito particolare della sua produzione. Questo libro raccoglie per la prima volta in un'ampia raccolta i disegni di Mario Merz, dalla serie sull’Objet cache-toi, ai temi dei tavoli, delle tazze, ai nuclei dedicati al Giardino dei gufi, ai Semi floreali volanti e ai Disegni di Sidney, per giungere sino alle opere di più grande formato raffiguranti i preistorici ”animali terribili”. Completano il volume i testi di Lara Conte, Claire Gilman e Dieter Schwarz, oltre agli apparati bio-bibliografici.