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  • arte povera DVD

    a cura di Beatrice Merz, Sergio Ariotti
    DVD (PAL), 28’30’’
    data di pubblicazione: ottobre 2011
    lingua: italiano/inglese
    isbn 9788877572363

     



    €25,00

    Questo DVD riproduce il VHS del documentario Arte Povera prodotto nel 2000 curato da Sergio Ariotti e Beatrice Merz. Si tratta di una panoramica completa e cronologica del movimento italiano “arte povera”, nato alla fine degli anni '60 per contestare la separazione tra arte e vita quotidiana. Presenta ampio materiale d'archivio da tutte le mostre collettive significative - dalla tre giorni Arte Povera + Azioni Povere ad Amalfi del 1968 alla Biennale di Venezia del 1997 - insieme a filmati di recenti mostre personali e clip di interviste con il curatore e storico dell'arte Germano Celant e una serie di altri artisti, critici e galleristi. L'Arte Povera presenta il movimento in tutta la sua complessità e include partecipanti come Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio.

  • De Serio. No fire zone

    testo Francesco Bernardelli
    pagine: 120
    formato: 14,5 x 21 cm
    data di pubblicazione: dicembre 2010
    immagini: 59 col.
    confezione: cartonato
    lingua: italiano/inglese
    isbn 9788877572493



    €30,00

    Il catalogo documenta la mostra No fire zone di Gianluca e Massimiliano De Serio allestita alla Fondazione Merz dal 10 marzo al 18 aprile 2010. I registi torinesi sono stati invitati a fornire testimonianza dell’evento conclusivo della grande mostra di Wolfgang Laib: il rito del fuoco induista (mahayagna) officiato da quarantacinque bramini provenienti dalla regione indiana del Tamil Nadu. Iniziando una riflessione più ampia sulle condizioni dell’etnia del popolo Tamil (a cui gli stessi bramini appartengono), i due artisti mettono in moto una ricognizione mentale e materiale fra tutta una serie di altre figure (gli emigrati Tamil) che si sono trovate a vivere in relazione e conseguenza dei disastri prodotti dall’ultraventennale guerra civile che ha dilaniato lo Sri Lanka. Nel progetto artistico sviluppato in quei mesi, i De Serio optano per un allargamento del quadro di riferimento; partendo dall’atmosfera assorta e raccolta delle particolari giornate rituali presso la Fondazione Merz lo sguardo degli artisti alza l’attenzione verso altri cittadini Tamil dispersi nel mondo e approda a quei destini segnati dall’esperienza dell’esilio e della diaspora internazionale.   Gianluca e Massimiliano De Serio sono nati a Torino nel 1978. Massimiliano è laureato in Storia e critica d’Arte, Gianluca in Storia e critica del Cinema. Lavorano insieme dal 2000 e negli anni hanno prodotto vari film tra i quali: Zakaria, My Brother Yang, Maria Jesus. I loro lavori sono stati selezionati per vari festival cinematografici: Oberhausen Film Festival, Edimburgh Film Festival, Torino Film Festival, Rotterdam Film Festival. Hanno partecipato a mostre collettive presso istituzioni pubbliche e private: Galleria Comunale d’Arte Contemporanea (Monfalcone), Galleria Civica di Arte Contemporanea (Trento), Maison Rouge (Paris), Centre d’Art Nei Liicht (Dudelange, Luxembourg), Participant Inc. (New York), Annet Genlink Gallery (Amsterdam), MAXXI (Roma).
  • Luisa Rabbia. In viaggio sotto lo stesso cielo

    testi di Chiara Bertola, Giorgio Guglielmino, Beatrice Merz, Luisa Rabbia
    pagine: 160
    formato: 14,5 x 21 cm
    data di pubblicazione: gennaio 2010
    immagini: 50 col., 17 b/n
    confezione: cartonata
    lingua: italiano/inglese
    isbn 9788877572448

     



    €30,00

    Il catalogo è pubblicato in occasione della mostra personale di Luisa Rabbia allestita alla Fondazione Merz dal 19 giugno al 20 settembre 2009. La mostra ruota intorno a un nucleo di tre lavori, un video e due installazioni, e ha come filo conduttore il tema del viaggio: un percorso nella memoria, nell’immaginario e nel surreale. Luisa Rabbia intreccia il suo mondo fatto di solitudini, di precarietà psicologiche, di ricordi con le immagini tratte dalle vite di altri. Il risultato è una sorta di diario, una narrazione composta da una ragnatela di disegni: radici infinite, flash di opere dell’artista, spezzoni di precedenti video, tutte arterie di un percorso di vita.

  • Matthew Barney. Mitologie contemporanee

    testi di Matthew Barney, Arthur C. Danto, Gian Luca Favetto, Richard Flood, Olga Gambari
    pagine: 200
    formato: 14,5 x 21 cm
    data di pubblicazione: giugno 2009
    immagini: 80 col.
    confezione: cartonato
    lingua: italiano/inglese
    isbn 9788877572356



    €30,00

    Ci sono artisti che rimangono nella storia perché riescono a cogliere il respiro e l’identità del loro tempo. Matthew Barney è un prestigiatore che mescola verità e finzione. È l’Houdini dell’arte contemporanea. Dall’inizio degli anni Novanta ha codificato una nuova lingua, con cui ha scritto il proprio testo sacro sulla nostra società. Elaborando una propria personalissima mitologia visionaria, con una serie di celebri film, dalla saga in cinque puntate di Cremaster a quella in diciassette di Drawing Restraint, è diventato in un decennio un oggetto di culto internazionale. La sua figura si è fusa completamente con il mito che ha creato attorno a se stesso, come corpo e faccia, ancor prima che come mente, prestati ai molteplici personaggi interpretati nelle sue opere video. Il suo lavoro è partito dall’idea di “video arte” per poi accogliere e trasformare tutti gli altri linguaggi, dalla scultura al cinema, passando per il teatro, la moda, l’architettura, il design, la fotografia. Un atteggiamento di recupero e reimpasto produttivo su cui Barney fonda concettualmente anche la sostanza del lavoro, oltre che la forma e il metodo. Viviamo in una società che ricicla tutto, un continuo d’après che Barney fa suo: mescola porzioni di tutte le mitologie prodotte nella storia dell’umanità, da quelle più classiche e antiche alle più anomale e sconosciute, fino alle contemporanee e bizzarre. Ha dato vita a una nuova grande cosmogonia, onnivora e ibrida, un blend spurio di ready made culturali alti e bassi. Per questa capacità di raccontare la cifra del tempo in corso, Barney incarna l’artista ideale attorno a cui costruire un’esperienza e un racconto intitolati Mitologie contemporanee.

    Il volume è la testimonianza del progetto che l’artista ha realizzato a Torino e ne testimonia le differenti parti: la mostra alla Fondazione Merz (31 ottobre 2008 - 11 gennaio 2009), un workshop con gli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti, un convegno con il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Torino e una rassegna cinematografica coordinata dal Museo del Cinema.

  • Lida Abdul

    testi di Renata Caragliano, Stella Cervasio, Nikos Papastergiadis, Virginia Pérez-Ratton, Els van der Plas
    pagine: 172
    formato: 24 x 30 cm
    data di pubblicazione: dicembre 2007
    immagini: 100 col. e b/n
    confezione: cartonata
    lingua: italiano/inglese
    isbn 9788877572233



    €35,00

    Lida Abdul si serve di video, installazioni e fotografie per esprimere la sua condizione di profuga e il suo costante sentimento di precarietà. La sua opera ci mostra gli effetti devastanti della guerra sul popolo afghano. L’artista evidenzia nelle sue opere (video, fotografie, installazioni e performance) sia a livello estetico che intellettuale il suo bagaglio culturale indigeno confrontandolo con le espressioni della cultura e della storia dell’arte occidentale. Con un linguaggio insieme realistico e simbolico, l’artista rappresenta un Afghanistan martoriato e distrutto da invasioni violente e regimi totalitari: le immagini sono minimali ed essenziali e coniugano poesia e drammaticità.

    Le opere video della Abdul mostrano frammenti visivi di un paese a cui è stato tolto tutto ma che comunque tenta di proiettarsi verso un futuro migliore.

    Il volume è pubblicato con il contributo del Prince Claus Fund, della Regione Campania e della Galleria Giorgio Persano (Torino): costituisce la prima monografia esaustiva di Lida Abdul, con un apparato iconografico ampio e dettagliato che espone la produzione completa dell’artista.

       

    Lida Abdul (Kabul, 1973) ha vissuto in Germania e in India come rifugiata prima di trasferirsi negli Stati Uniti dove vive tuttora. Premiata come migliore artista straniera nel padiglione dell’Afghanistan (per la prima volta allestito alla LI Biennale di Venezia nel 2005), e con il prestigioso Prince Claus Award nel 2006, ha esposto i suoi lavori alla Kunsthalle di Vienna, al Museum of Modern Art di Arnhem in Olanda, al Central di Miami, al CAC Centre d’art Contemporain di Brétigny, al Frac Lorraine di Metz in Francia e al MoMA di New York. Ha partecipato inoltre a festival in Messico, Spagna, Germania, Uzbekistan, Kirgikistan e Afghanistan. Nel 2006 e 2007 ha partecipato alle Biennali di Singapore, Gwanju, San Paolo, Göteborg, Sharjah e Mosca.