letteratura
  • Mario Merz
    Marosia Castaldi

    What to do?

    La favola dell'arte

    pagine: 80
    formato: 14 x 20 cm
    data di uscita: aprile 2005
    immagini: 36 col.
    confezione: cartonato
    lingua: inglese
    isbn 8877571667



    €15,00

    “Una assomigliava a un dinosauro. Un’altra a un formichiere. Un’altra a una grossa lucertola o forse a un coccodrillo. Non sono solo forme o segni tra le stelle. Sono creature vive che si muovono nel cielo – mi dicevo – l’universo è pieno di dinosauri, di aquiloni, di lucertole e leoni, di uomini con le frecce e di rinoceronti.” Avete mai provato a osservare il cielo attentamente scoprendovi stelle e costellazioni dalle forme più strane e non vi siete mai domandati se “dall’altra parte” un altro bambino, forse un poco diverso da voi, ma con la stessa vostra curiosità non stia facendo la stessa cosa? Dall’incontro delle parole di Marosia Castaldi con le suggestive immagini delle opere di Mario Merz, nasce una storia delicata e divertente che racconta ai bambini un mondo fatto di immaginazione con un linguaggio semplice e poetico, che si accompagna ai colori e alle forme dell’Arte.

    La favola dell’arte, grazie al sinergico incontro tra arte della scrittura e arte dell’immagine, propone ai bambini un modo favoloso per entrare nel mondo dell’arte contemporanea, un utile mezzo di divertimento e insieme di conoscenza.  

    Mario Merz (Milano 1925-2003). Le opere di Mario Merz si trovano attualmente nelle collezioni permanenti di tutti i più grandi e prestigiosi musei del mondo: dal Guggenheim di New York al MOCA (Museum of Contemporary Art) di Los Angeles, dallo Stedelijk Museum di Amsterdam alla Nationalgalerie di Berlino, dall’Israel Museum di Gerusalemme al Pompidou di Parigi. Nell’ottobre 2003 ha ricevuto a Tokyo il prestigioso Praemium Imperiale per la scultura.

       

    Marosia Castaldi, nata a Napoli, vive a Milano. Ha studiato filosofia a Napoli e arte a Brera. Ha pubblicato i racconti Abbastanza prossimo (Tam Tam 1986), Casa idiota (Tringale 1990), Piccoli paesaggi (Anterem 1993); i romanzi La montagna (Campanotto 1991), Ritratto di Dora (Loggia de’ Lanzi 1994), Fermata Km. 501 (Tranchida 1997), Per quante vite (Feltrinelli 1999), Che chiamiamo anima (Feltrinelli 2002); Dava fine alla tremenda notte (Feltrinelli 2004); il saggio La casa del Caos (in “Punteggiature”, Holden Maps, BUR 2001); le prose In mare aperto (Portofranco 2001). Collabora con “Il Verri”, storica rivista letteraria italiana.

  • Guido Quarzo

    Storie di pietra e d’altro

    La favola dell'arte

    pagine: 52
    formato: 14 x 20 cm
    data di pubblicazione: aprile 2004
    immagini: 36 col.
    confezione: cartonato
    lingua: italiano
    isbn 8877571705



    €15,00

    Il libro è la nuova edizione della favola pubblicata nel 1997, la seconda uscita della collana La favola dell’arte e ben presto esaurita.

    Questa nuova edizione contiene, a differenza della precedente, un formato e una impaginazione completamente aggiornati e rivisti.

    Se i blocchi di marmo scelti da Michelangelo contenevano già in sé I Prigioni  che lo scultore si sarebbe limitato a portare in luce “per via di torre”, i materiali protagonisti delle Storie di pietra e d’altro contengono già in sé le opere d’arte che l’uomo ne trarrà e il racconto dell’esperienza che farà di lui un artista. Bambini per scelta o per dati anagrafici, i lettori delle Storie di pietra  scoprono i materiali come li riscoprono gli artisti del nostro secolo – Anselmo, Penone, Pistoletto, Merz, Kounellis – che spingono all’estremo limite quella sensibilità che permette di cogliere l’artisticità intrinseca nella materia e nella forma preesistenti all’intervento umano. Nel microcosmos  quarziano, così vicino a quello infantile, le pietre pensano, ma i loro pensieri sono più lenti del loro trasformarsi in sabbia, che il fuoco scioglie in un vetro che cambia colore come un camaleonte; gli alberi in crescita distruggono il rigido ordine dei grattacieli ma conservano in ogni foglia l’immagine di un ritmo rigoroso; i vestiti buttati in un angolo della stanza si trasformano in un arcobaleno; e le storie di Quarzo collegano le une agli altri in una sorta di Mille e una notte  illustrata dei materiali dell’arte.

     

    La favola dell’arte, grazie al sinergico incontro tra arte della scrittura e arte dell’immagine, propone ai bambini un modo favoloso per entrare nel mondo dell’arte contemporanea, un utile mezzo di divertimento e insieme di conoscenza.

       

    Guido Quarzo, nato a Torino nel 1948, è laureato in pedagogia e ha lavorato per molti anni nella scuola elementare sia come insegnante sia come formatore. Ha scritto filastrocche, romanzi, racconti per ragazzi di cui ricordiamo Seconda storia del principe Faccia da Maiale, L’ultimo lupo mannaro in città, Comefuché, Il viaggio dell’Orca Zoppa, Sogno disegno matita di legno e testi teatrali rappresentati in scuole e teatro di Torino ed organizza corsi e laboratori per insegnanti e alunni.

  • Guido Quarzo

    Tales of stone and more

    La favola dell’arte

    pagine: 52
    formato: 14 x 20 cm
    data di pubblicazione: aprile 2004
    immagini: 36 col.
    confezione: cartonato
    lingua: inglese
    isbn 8877571322



    €15,00

    Il libro è la nuova edizione della favola pubblicata nel 1997, la seconda uscita della collana La favola dell’arte e ben presto esaurita. Questa nuova edizione contiene, a differenza della precedente, un formato e una impaginazione completamente aggiornati e rivisti. Se i blocchi di marmo scelti da Michelangelo contenevano già in sé I Prigioni che lo scultore si sarebbe limitato a portare in luce “per via di torre”, i materiali protagonisti delle Storie di pietra e d’altro contengono già in sé le opere d’arte che l’uomo ne trarrà e il racconto dell’esperienza che farà di lui un artista. Bambini per scelta o per dati anagrafici, i lettori delle Storie di pietra scoprono i materiali come li riscoprono gli artisti del nostro secolo – Anselmo, Penone, Pistoletto, Merz, Kounellis – che spingono all’estremo limite quella sensibilità che permette di cogliere l’artisticità intrinseca nella materia e nella forma preesistenti all’intervento umano. Nel microcosmos quarziano, così vicino a quello infantile, le pietre pensano, ma i loro pensieri sono più lenti del loro trasformarsi in sabbia, che il fuoco scioglie in un vetro che cambia colore come un camaleonte; gli alberi in crescita distruggono il rigido ordine dei grattacieli ma conservano in ogni foglia l’immagine di un ritmo rigoroso; i vestiti buttati in un angolo della stanza si trasformano in un arcobaleno; e le storie di Quarzo collegano le une agli altri in una sorta di Mille e una notte illustrata dei materiali dell’arte.

     

    La favola dell’arte, grazie al sinergico incontro tra arte della scrittura e arte dell’immagine, propone ai bambini un modo favoloso per entrare nel mondo dell’arte contemporanea, un utile mezzo di divertimento e insieme di conoscenza.

     

    Guido Quarzo, nato a Torino nel 1948, è laureato in pedagogia e ha lavorato per molti anni nella scuola elementare sia come insegnante sia come formatore. Ha scritto filastrocche, romanzi, racconti per ragazzi di cui ricordiamo Seconda storia del principe Faccia da Maiale, L’ultimo lupo mannaro in città, Comefuché, Il viaggio dell’Orca Zoppa, Sogno disegno matita di legno e testi teatrali rappresentati in scuole e teatro di Torino ed organizza corsi e laboratori per insegnanti e alunni.

  • Mario Merz
    Marosia Castaldi

    Che fare?

    La favola dell’arte

    pagine: 80
    formato: 14 x 20 cm
    data di uscita: febbraio 2004
    immagini: 36 col.
    confezione: cartonato
    lingua: italiano
    isbn 8877571659

     



    €15,00

    “Una assomigliava a un dinosauro. Un’altra a un formichiere. Un’altra a una grossa lucertola o forse a un coccodrillo. Non sono solo forme o segni tra le stelle. Sono creature vive che si muovono nel cielo – mi dicevo – l’universo è pieno di dinosauri, di aquiloni, di lucertole e leoni, di uomini con le frecce e di rinoceronti.”

    Avete mai provato a osservare il cielo attentamente scoprendovi stelle e costellazioni dalle forme più strane e non vi siete mai domandati se “dall’altra parte” un altro bambino, forse un poco diverso da voi, ma con la stessa vostra curiosità non stia facendo la stessa cosa?

    Dall’incontro delle parole di Marosia Castaldi con le suggestive immagini delle opere di Mario Merz, nasce una storia delicata e divertente che racconta ai bambini un mondo fatto di immaginazione con un linguaggio semplice e poetico, che si accompagna ai colori e alle forme dell’Arte.

     

    La favola dell’arte, grazie al sinergico incontro tra arte della scrittura e arte dell’immagine, propone ai bambini un modo favoloso per entrare nel mondo dell’arte contemporanea, un utile mezzo di divertimento e insieme di conoscenza.

     

    Mario Merz (Milano 1925-2003). Le opere di Mario Merz si trovano attualmente nelle collezioni permanenti di tutti i più grandi e prestigiosi musei del mondo: dal Guggenheim di New York al MOCA (Museum of Contemporary Art) di Los Angeles, dallo Stedelijk Museum di Amsterdam alla Nationalgalerie di Berlino, dall’ Israel Museum di Gerusalemme al Pompidou di Parigi. Nell’ottobre 2003 ha ricevuto a Tokyo il prestigioso Praemium Imperiale per la scultura.

     

    Marosia Castaldi, nata a Napoli, vive a Milano. Ha studiato filosofia a Napoli e arte a Brera. Ha pubblicato i racconti Abbastanza prossimo (Tam Tam 1986), Casa idiota (Tringale 1990), Piccoli paesaggi (Anterem 1993); i romanzi La montagna (Campanotto 1991), Ritratto di Dora (Loggia de’ Lanzi 1994), Fermata Km. 501 (Tranchida 1997), Per quante vite (Feltrinelli 1999), Che chiamiamo anima (Feltrinelli 2002); Dava fine alla tremenda notte (Feltrinelli 2004); il saggio La casa del Caos (in “Punteggiature”, Holden Maps, BUR 2001); le prose In mare aperto (Portofranco 2001). Collabora con “Il Verri”, storica rivista letteraria italiana.

  • Panamarenko
    Nico Orengo

    The Antwerp toy maker

    La favola dell'arte

    pagine: 56
    formato: 14 x 20 cm
    data di pubblicazione: marzo 2003
    immagini: 34 col.
    confezione: cartonato
    lingua: inglese
    isbn 8877571365



    €15,00

    L’artista belga Panamarenko viene rappresentato da Nico Orengo come ‘il giocattolaio di Anversa’ per la caratteristica ludica e sperimentale di gran parte dei suoi lavori. Il personaggio della filastrocca è Panamarenko/Pepto Bismo, scultura dell’artista e omino volante che, lasciato lo studio di Anversa, si concede un viaggio in Italia, per aria e per mare. Ed è dal mare che viene ripescato per essere esposto alla Biennale di Venezia. Ma Pepto Bismo è uno spirito libero e, a bordo di un improbabile dirigibile bianco, fuggirà per tornare, dopo una visita a Giotto alla Cappella degli Scrovegni, alla quiete della campagna dove sperimenterà nuovi “Oggetti Volanti non Identificati”.

    Con leggerezza e sagacia Nico Orengo si cimenta con La favola dell’arte rivolgendosi ai più piccoli tra i nostri lettori. Una filastrocca poetica e fantasiosa, un modo davvero originale per raccontare un artista ai bambini.

     

    Nico Orengo nasce a Torino nel 1944, dove vive e lavora come responsabile dell’inserto culturale TTL del quotidiano “La Stampa”. Ha pubblicato, tra gli altri, A-ulì-ulè. Filastrocche, conte, ninnenanne, Einaudi, Torino, 1972; Dogana d’amore, Rizzoli, Milano 1987, (Premio Grinzane Cavour e Premio Hemingway); La guerra del basilico, Einaudi, Torino 1994; Il salto dell’acciuga, Einaudi, Torino 1998, (Premio per il libro ligure dell’anno); L’ospite celeste, Einaudi, Torino 1999 (Premio Elio Vittorini per il 2000).

     

    Panamarenko nasce ad Anversa nel 1940. Terminati gli studi artistici alla Regia Accademia di Belle Arti della città natale si appassiona come autodidatta alla scienza e alla fisica. Tra il ‘62 e il ‘64 sperimenta, assieme ad Hugo Heyrman dei nuovi materiali, in particolare i poliesteri che permettono la realizzazione degli oggetti più disparati. Espulso dall’Accademia, in reazione al suo essere “contro” le idee conservatrici locali, Panamarenko si “americanizza” assumendo atteggiamenti eccentrici che fanno il “verso” ai personaggi del mito americano degli anni ‘60, (a cominciare dallo pseudonimo assunto che contrae la sigla Pan American Airlines Company), viaggia su una Cadillac indossando un panama bianco o un’uniforme da aviatore ispirata ad Howard Hughes, pioniere dell’aviazione e magnate delle produzioni cinematografiche hollywoodiane; partecipa a numerosi happenings per le strade di Anversa e di Bruxelles oltre ad azioni più apertamente politiche ispirate all’Internazionale situazionista. I suoi oggetti poetici, datati ‘66-’68, esplorano tutte le proprietà dei materiali sintetici moderni e traducono in modo prosaico o magico certi aspetti della Pop Art e della tradizione dell’oggetto surrealista.

  • Luigi Mainolfi
    Guido Quarzo

    Luì e l'arte di andare nel bosco

    La favola dell’arte

    pagine: 72
    formato: 14 x 20 cm
    data di pubblicazione: novembre 2002
    immagini: 35 col.
    confezione: cartonato
    lingua: italiano
    isbn 8877571470

     



    €15,00

    Il libro è la nuova edizione  della favola pubblicata nel 1996, la prima uscita della collana La favola dell’arte e ben presto esaurita. Questa nuova edizione contiene, a differenza della precedente, un formato e una impaginazione completamente aggiornati e rivisti.

    “Questa storia racconta come Luì il Matto riuscì a trovare i bambini perduti nel Bosco Silenzioso, e tutti gli altri, cani, soldati, gatti e mamme con i cestini. E si spiega anche perché Luì, per fare questo, imparò la lingua delle forme, dei suoni, dei silenzi e dei colori...”

    Protagonista della fantastica vicenda, metafora di un rituale catartico dove la salvezza giunge tramite l’Arte, la maestra Signorina Pizzi, che accompagna la classe Terza C nel Regno del Silenzio - un bosco ai limiti della città - e ci si perde con tutti gli scolari. Compaiono in rapida successione soldati, giornalisti, poliziotti e ballerine; ma neppure l’intervento in televisione del sindaco potrà far tornare i bambini dal Bosco Silenzioso. Sarà Luì, un matto che sta per ore sotto la pioggia e ascolta parlare le foglie, a risolvere la situazione inoltrandosi nel Bosco armato semplicemente della sua fantasia, per cogliervi forme e colori e con questi l’armonia che essi generano nell’Arte, una musica che si diffonde per tutto il Bosco a rintracciare i dispersi come un filo di Arianna nel labirinto del Silenzio.

    Le parole del racconto di Guido Quarzo stimolano il bambino a vivere paesaggi di suoni, forme e richiami mitologici, suggeriti dalle opere di Luigi Mainolfi che vorrebbero ridiventare natura nonostante le avverse tentazioni.

     

    Luigi Mainolfi, nato a Rotondi (AV) nel 1948, artista, inizia il suo percorso con alcune performances. Le prime sculture sono del 1977. Negli anni Ottanta affronta temi diversi con continui richiami mitologici: le Basi del cielo, la Piana degli occhi, il Fauno, l’Elefantessa, l’Orco, Cittadòr, il Sole. Le sculture sono realizzate in gesso, terracotta e bronzo. Una parte significativa del suo lavoro è dedicato al rapporto tra forma e suono. Nel ‘79 espone la Campana  e negli anni successivi lavora ai Battacchi, e dal 1988 realizza semplici forme sonore in legno: Fuscelli, Anelli, Sonagli.

     

    Guido Quarzo, nato a Torino nel 1948, è scrittore e insegnante elementare. Ha scritto filastrocche, romanzi, racconti per ragazzi di cui ricordiamo Seconda storia del principe Faccia da Maiale, L’ultimo lupo mannaro in città, Comefuché, Il viaggio dell’Orca Zoppa, Sogno disegno matita di legno e testi teatrali rappresentati in scuole e teatro di Torino ed organizza corsi e laboratori per insegnanti e alunni.