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"Così come l'abbiamo appena visto un momento fa, prima ancora di aprirlo, questo volume offriva di sé una forma e un colore: un quadrato verde evoca subito un tavolo da gioco ed è qui che ora mi accingo a disporre le varie e mutevoli facce di un solitario (...)
Suspense è appunto il nome di uno dei tanti giochi appartenenti a questo genere di passatempo – è quello che illustra il frontespizio del capitolo The Private life – ed è un esplicito richiamo all'ambiziosa inutilità di questo libro.
Le carte (scritti, immagini) che da questa pagina in poi si proporranno al nostro sguardo costituiscono l'esposizione – proprio così si usa definire la distribuzione delle carte del solitario sul piano del tavolo – e sono dunque i valori e le figure (tredici) corrispondenti ai semi (quattro) che sono anche le pareti di una stanza (...)."
Una bibliografia abbastanza estesa indaga e attraversa in numerose pubblicazioni l'attività di Giulio Paolini fino al momento della pubblicazione del volume. L'artista sembra voler introdurre il lettore ad una conoscenza più "strettamente personale": accanto alle opere e ai testi più significativi ci offre scritti e appunti inediti. A conclusione un racconto di Anna Paolini Piva.
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Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze
88-7757-008-3 1988 , 288 pp., 212 ill., Italiano
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